Questa idea, un po’ folle, di un concept film collettivo è nata una notte d’estate, davanti a un bicchiere di vino o forse prima, nelle Strane Visioni che da anni dedichiamo agli autori indipendenti, o forse tra la gente di un’immensa baraccopoli di Città del Guatemala filmata tempo fa o, più semplicemente, dal nostro modo di vivere e intendere il cinema.
A vent’anni dalla caduta del muro di Berlino, abbiamo chiesto a ottantatre registi, italiani e stranieri, di raccontare in settanta brevi episodi i muri e i confini geografici, fisici, mentali che segnano le società in cui viviamo, in un caleidoscopio di punti di vista e approcci espressivi, dal documentario alla fiction, dalla video art all’animazione.
Tre sono le motivazioni che ci hanno spinto a realizzare questo gigantesco progetto:
la prima è che tutti i proventi del film, a cui gli autori hanno contribuito a titolo gratuito, andranno a sostenere gli interventi di International Help Onlus , un’associazione umanitaria che opera da anni nelle zone più disagiate del mondo.
La seconda sta nella consapevolezza di quanto, in un momento di crisi etica, economica e sociale come quello in cui viviamo, sia importante che anche chi lavora con le immagini prenda posizione e si confronti sullo stato delle cose.
L’ultima, la più importante, è il testardo desiderio di dedicare questo lavoro ad Armando Ceste, il regista, il compagno, l’amico con cui l’avevamo sognato.
Maddalena Merlino e Claudio Paletto